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Tony Bertasio

L’ultimo zaino di Emanuele

16.50

Categoria:
Collana: PesciolinoRosso
Prefazione: Introduzione Papà Gianpiero
Formato: 145x210x10 mm - pp. 168 - copertina semirigida con alette plastificazione lucida
Edizione: 2020
ISBN: 978-88-8486-815-2
Product ID: 3353

Abstract

Quando l’amico e scrittore Tony Bertasio mi ha detto di voler scrivere un romanzo sulla storia di Emanuele, qualcosa legato al suo inseparabile zaino che, come un amico indispensabile, lo aveva sempre seguito nelle sue giornate, una lacrima ha rigato il mio volto.
Tempo prima Tony aveva scritto una lettera appassionata ad Emanuele intitolata “L’ultimo zaino”, originata da un episodio nel quale, nell’ultimo giorno di scuola, aveva incrociato a Salò suo figlio Andrea insieme ad Emanuele, che mangiando una piadina insieme, avevano i loro rispettivi zaini appoggiati a terra.
Aveva letto in quel frangente negli occhi di Emanuele che, forse, il suo zaino conteneva delle difficoltà che cominciavano a pesare nella sua vita.
Quell’estate del 2013 non ero ancora tornato a casa e forse uno di questi pesi era la mia assenza.
Ora questo romanzo è finito. Non mi aspettavo che, per quanto la storia di Emanuele non fosse semplice, la sua figura sarebbe uscita in modo così delicato e profondo.
È la storia di milioni di adolescenti, delle loro incertezze e relazioni con un mondo di adulti che non sempre è in grado di ascoltarli, per la fretta, per i pesi che si trovano anche nei loro zaini.

Ho anche sentito il bisogno di condividere con i lettori, come appendice al romanzo, un documento molto personale.
Di comune accordo con la mia famiglia, ho estratto delle parti della lunga relazione successiva alla scomparsa prematura di nostro figlio.
Una relazione tecnico-legale sui fatti di quella notte terribile, ma anche degli estratti dal suo esame autoptico.
Perché questa scelta?
Chi mi segue sa quale è il messaggio che vado a portare ai ragazzi e ai genitori ormai da anni: informare per non cadere nella trappola della droga.Perché se ne conosci gli effetti, se capisci il pericolo, puoi evitarla.
Per questo una parte così intima dell’ultimo percorso della storia di Ema verrà condivisa qui: perché puoi scegliere.
E allora scegli di vivere.

Papà Gianpietro